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Il cambio CVT

Il cambio CVT (trasmissione a variazione continua) non ha ingranaggi come un cambio tradizionale. Per tale ragione non avviene un vero e proprio cambio di marcia, bensì le pulegge che lo compongono variano il rapporto di trasmissione.

Questo tipo di trasmissione nelle automobili è il risultato di un’evoluzione dei cambi automatici; infatti, la loro progettazione permette una guida fluida e consumi ridotti. La struttura dei cambi automatici tradizionali non è molto diversa da quella dei cambi manuali,  con ovviamente la sostanziale differenza di un attuatore automatico. Il CVT presenta dimensioni compatte e l’assenza (come detto precedentemente) di ingranaggi. Il moto è infatti distribuito tramite un sistema di due pulegge collegate da una cinghia/catena di metallo o un di un materiale rinforzato.

Come si evince dalle foto, nel cambio CVT ci sono poche componenti in movimento, vantando una maggiore efficienza ed affidabilità. Il sistema di pulegge permette quindi di adattare il rapporto di trasmissione in base al contesto, ottenendo la miglior configurazione possibile. Ciò permette di avere sempre la “marcia” giusta, consentendo al motore di lavorare meno ed avere una maggiore efficienza dei consumi. Il funzionamento di questo tipo di trasmissione permette quindi di svincolare la velocità del veicolo dal numero di giri del motore. Ciò si traduce nel cosiddetto effetto “scooterone” in cui durante un’accelerazione i giri motore rimangono alti e costanti, mentre la vettura aumenta di velocità. Il vantaggio è anche quello di avere un motore sempre pronto all’evenienza e la potenza massima per tutto l’arco di tempo richiesto.

Cinghia

Puleggia 1

Puleggia 2

Il CVT in Formula 1

La soluzione del cambio CVT è stata anche ripresa in Formula 1 dalla Williams nel 1993 sulla monoposto siglata FW15C (considerata dai più la vettura più tecnologica che abbia mai corso). I media descrissero la vettura come “l’auto con infinite marce” in quanto (come spiegato prima) il rapporto di trasmissione poteva assumere “infiniti” valori compresi tra il massimo ed il minimo. Dietro questa affermazione che può sembrare sensazionalistica, si nasconde un motivo matematico.

Il cambio CVT fu tuttavia abolito dalle regole dell’anno successivo, in quanto rendeva la vettura troppo superiore rispetto agli avversari.

L'e:CVT di Honda

I nuovi veicoli della Honda montano un e:CVT che tuttavia non ha nulla a che fare con quello tradizionale, infatti consiste in una frizione che collega la trazione delle ruote al motore elettrico o a quello termico, a seconda della modalità di guida del sistema ibrido.

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